PUBBLICAZIONI SCIENTIFICHE CARTACEE
(in ordine cronologico inverso)
«Ne quid nimis»: un emblema umanistico da Achille Bocchi ad Alberto III Pio da Carpi, "teCLa - Rivista di temi di Critica e Letteratura artistica", n. 4, 22 dicembre 2011, pp. 14-26. ISSN 2038-6133 DOI:10.4413/RIVISTA
Viene illustrata la probabile genesi di un emblema umanistico nelle sue due versioni latina e greca: «Ne quid nimis» e «μηδὲν ἄγαν», "nessun eccesso", mettendo in successione cronologica una miniatura presente nella cinquecentina dell'Apologia in Plautum di Achille Bocchi, stampata a Bologna nel 1508 ed oggi conservata nella Biblioteca Casanatense di Roma con uno dei peducci del cortile del castello di Carpi e gli Adagia di Erasmo da Rotterdam. Viene quindi suggerita l'ipotesi che molto probabilmente il primo ideatore dell'emblema fu il letterato bolognese Achille Bocchi segretario del principe Alberto III Pio da Carpi. Sullo sfondo di questa migrazione di immagini simboliche la complessa questione della presenza del motto similare «Semper festina tarde» nella Hypnerotomachia Poliphili di Francesco Colonna romano signore di Palestrina, stampata nel 1499, opera di cui si evidenziano i legami con l'Accademia Romana di Pomponio Leto ed Angelo Colocci molto probabilmente frequentata da Achille Bocchi durante il suo soggiorno romano del 1513.
Phileros: il soprannome accademico e umanistico di Achille Bocchi, in Dal Razionalismo al Rinascimento. Per i quaranta anni di studi di Silvia Danesi Squarzina, a cura di M. Giulia Aurigemma, Roma, Campisano Editore, 2011, pp. 47-52.
Si individua la probabile fonte del soprannome accademico ed umanistico di Achille Bocchi: "Phileros" in un'epigrafe della collezione Pio da Carpi in Roma copiata da Pirro Ligorio e si discute del viaggio a Roma di Achille Bocchi e Alberto III Pio da Carpi nell'anno 1513 e dei rapporti di questi due umanisti emiliani con la cerchia umanistica romana facente capo all' Hypnerotomachia Poliphili, opera successivamente citata da Achille Bocchi nelle sue Symbolicae Quaestiones del 1555.
Il contributo può fornire indicazioni utili all'attribuzione dell'Hypnerotomachia Poliphili del 1499, il più importante incunabolo illustrato del mondo.
La fortuna critica dell'Hypnerotomachia Poliphili, Roma, CAM Editrice, 2009 (esaurito).
Recensione di Robert G. La France, Bachiacca: artist of the Medici court, Firenze, Olschki, 2008, in "Storia dell'Arte", vol. N.S. 21 (121), 2008, pagg. 177-178, ISSN: 0392-4513.
Due incisioni inedite di Agostino Carracci per gli epitalami di Ranuccio Farnese e Margherita Aldobrandini e il programma della Galleria Farnese, in En blanc et noir. Studi in onore di Silvana Macchioni, a cura di FRANCESCO SORCE, Roma, Campisano, 2007, pagg. 83-90.
La Galleria dei Carracci in Palazzo Farnese a Roma. Eros, Anteros, Età dell'Oro, Roma, Gangemi, 2007. Si veda la presentazione del libro nel sito web dell'Editore Gangemi
Vengono forniti nuovi elementi utili per dirimere la vexata quaestio del programma iconografico della Galleria Farnese tramite l'esame delle opere di letterati della corte farnesiana trascurati dalla critica precedente come Achille Bocchi, Janos Zsamboky, Stephen Winkens Pigge e Pomponio Torelli. La figura ben nota di Fulvio Orsini viene riletta tramite nuovi documenti d'archivio pubblicati in appendice. Importante la scoperta fatta dall'autore di alcuni rarissimi epitalami per le nozze di Ranuccio Farnese e Margherita Aldobrandini celebrate a Roma nell'anno 1600 che confermano l'interpretazione in chiave di amore sacro nell'Età dell'Oro dell'affresco centrale della volta con Bacco ed Arianna.
New elements are provided to settle the vexata quaestio of the iconographic programme of the Farnese Gallery by examining the works of several writers of the Farnese court neglected by previous critics, such as Achille Bocchi, Janos Zsamboky, Stephen Winkens Pigge and Pomponio Torelli. The well-known figure of Fulvio Orsini is reinterpreted through new archival documents published in the appendix. Among the fundamental discoveries made by the author, there are some extremely rare epithalamia for the wedding of Ranuccio Farnese and Margherita Aldobrandini, celebrated in Rome in 1600, which show a parallel with the central fresco of Bacchus and Ariadne, interpreted as a sacred love in the Golden Age.
NOTA SUI RICONOSCIMENTI OTTENUTI
Il libro ha ottenuto le
seguenti recensioni:
- STEFANO VALERI (2007), in: “Storia
dell'arte”, N.S. 18, n. 118 (2007), pp. 144-147. ISSN 0392-4513.
- LUISELLA GIACHINO (2009), in “Giornale
Storico della Letteratura Italiana”, Anno 2009, N. 616, pp. 621-623.
- SALVATORE ENRICO ANSELMI (2010), in:
"Studi romani", 56.2008 (2010), 1/4, pp. 297-298. ISSN 0039-2995.
Il libro è stato inoltre
presentato da Maurizio Calvesi nell’ambito del ciclo di presentazioni “La
Biblioteca e il suo studioso” organizzato dalla Prof.ssa Vera Fortunati,
Dipartimento di Arti Visive dell’Università degli Studi di Bologna, presso l’Aula
Magna dell’ex convento di Santa Cristina, il 7 marzo 2008.
NOTE ON
AWARDS OBTAINED
The book has received the following reviews:
- STEFANO VALERI (2007), in: “Storia
dell'arte”, N.S. 18, n. 118 (2007), pp. 144-147. ISSN 0392-4513.
- LUISELLA GIACHINO (2009), in “Giornale
Storico della Letteratura Italiana”, Anno 2009, N. 616, pp. 621-623.
- SALVATORE ENRICO ANSELMI (2010), in:
"Studi romani", 56.2008 (2010), 1/4, pp. 297-298. ISSN
0039-2995.
The book was also presented by Maurizio Calvesi
within the cycle of presentations "The Library and its scholar"
coordinated by Prof. Vera Fortunati, Department of Visual Arts, University of
Bologna, Hall of the former convent Santa Cristina, March 7, 2008.
Hypnerotomachia Poliphili. La complessa vicenda di un'attribuzione, in "Arte Incontro in libreria", Anno XVIII, n. 58, lug. - set. 2007, pag. 41.
Un piccolo rame inedito di Guido Reni raffigurante la Deposizione di Cristo, in "Storia dell'Arte", 2006, n. 113/114 (N.S. 13/14), pagg. 187-190.
Viene proposta l'attribuzione a Guido Reni di una piccola Deposizione di Cristo dipinta su rame, conservata in collezione privata e già proveniente dalla collezione di Luigi Grassi per donazione. Questa Deposizione appartiene a quella rara e preziosa tipologia di dipinti che non sono solo bozzetti preparatori, ma anche invenzioni tracciate dall'autore a ricordo dell'opera realizzata per il proprio uso personale. Questa Deposizione potrebbe essere uno studio per la Pietà dei Mendicanti di Bologna del 1613-1616.
The contribution proposes an attribution to Guido Reni for a small Deposition of Christ painted on copper and stored in a private collection, formerly in the collection of Luigi Grassi as a donation. This Deposition belongs to that rare and precious kind of paintings that are not only preparatory sketches, but can be regarded as inventions of the author, meant to remind him the painted work through a private fruition. This Deposition could be a study for the Mercy of the beggars in Bologna, dated 1613-1616.
Il Ritratto di Andrea Doria di Sebastiano del Piombo e l'Hypnerotomachia: precisazioni storico-biografiche , in "Rolsa - Rivista online di Storia dell'Arte", Dipartimento di Storia dell'Arte dell'Università degli Studi di Roma "La Sapienza", 2006, n. 5, 17-10-2006.
ISSN: 1724-7152
http://www.scriptaweb.it. Edizione elettronica in corso di stampa presso il medesimo editore.
Viene spiegata la presenza del cosiddetto "geroglifico romano" dell'Hypnerotomachia (1499) nel Ritratto di Andrea Doria di Sebastiano del Piombo (1526) confrontando la biografia dell'uomo d'armi con personaggi legati al libro. Andrea Doria, che riuscì ad evitare la cattura di Giovanna da Montefeltro figlia di Federico da parte del Duca Valentino, militava sotto Giovanni Della Rovere marito di Giovanna da Montefeltro e ciò spiega il legame col Polifilo dal momento che la madre di quest'ultima, Battista Sforza, usa il termine greco πολυφιλία nel 1462-63 nell'opera dell'umanista Martino Filetico che, molto probabilmente, fu maestro di Francesco Colonna autore dell'Hypnerotomachia.
The contribution explaines the presence of the so-called "Roman hieroglyphic" of Hypnerotomachia (1499) in the Portrait of Andrea Doria by Sebastiano del Piombo (1526) comparing the biography of the man-in-arms with some characters related to the book. Andrea Doria managed to avoid the capture of Giovanna, daughter of Federico da Montefeltro, by the Duke Valentino. Andrea Doria fought under Giovanna da Montefeltro's husband, Giovanni Della Rovere. This explains the link with Polyphilus since her mother Battista Sforza uses the Greek term πολυφιλία in 1462-63 in the book of the humanist Martin Filetico, who was very likely the teacher of the author of the Hypnerotomachia, Francesco Colonna.
Schede nel catalogo della Mostra Una donna vestita di Sole. L'Immacolata Concezione nelle opere dei grandi maestri, a cura di GIOVANNI MORELLO, VINCENZO FRANCIA e ROBERTO FUSCO (Città del Vaticano, Braccio di Carlo Magno, 11 febbraio - 13 maggio 2005), Milano, Motta Editore, 2005; cat. 65, Bernardo Cavallino, pagg. 230-231; cat. 71, Bartolomé Esteban Murillo, pagg. 242-243; cat. 73, Bartolomé Esteban Murillo, pagg. 246-247; cat. 88, Corrado Giaquinto, pag. 266.
L'Hypnerotomachia e Francesco Colonna romano: l'appellativo di frater in un documento inedito , in: "Storia dell'Arte", set. - dic. 2004, n. 109 (n. s. 9), pagg. 93-98.
Francesco Colonna e Giovanni Gioviano Pontano, ibidem, pagg. 577-600.
Viene proposto un confronto tra Francesco Colonna romano ritenuto da Calvesi e molti altri studiosi autore dell'Hypnerotomachia Poliphili (1499) e Giovanni Gioviano Pontano committente di una Cappella a Napoli edificata nel 1493 con lo stesso gusto antiquariale ispiratore del restauro conservativo del palazzo baronale di Palestrina effettuato da Francesco Colonna nel 1492. L'autore commenta tre documenti inediti da lui rinvenuti in archivio: l'unica lettera autografa nota di Francesco Colonna utile per attribuire eventuali opere manoscritte dello stesso, tramite confronto calligrafico e le bolle di nomina di Francesco Colonna quale canonico secolare di San Pietro e protonotario apostolico partecipante.
The contribution offers a comparison between the roman Francesco Colonna, believed by Calvesi and many scholars to be the author of Hypnerotomachia Poliphili (1499) and Giovanni Gioviano Pontano, patron of a chapel built in Naples in 1493 in the same style of antiquarian restoration of the baronial palace of Palestrina built in 1492 by Francesco Colonna. The author comments on three unpublished documents he found in the archives: the only known autograph letter of Francesco Colonna, useful to attribute to him other manuscript works by means of handwriting comparison, and the documents through which Francesco Colonna was appointed secular Canon of St. Peter and participant Apostolic Prothonotary.
Roma nella svolta tra Quattro e Cinquecento. La rivisitazione pagana di artisti e umanisti. Cultura antiquaria tra filologia e simbolo. Il problema del Polifilo, Atti del Convegno Internazionale di Studi (Roma 28 - 31 ottobre 1996), a cura di Stefano Colonna, Roma, De Luca Editori d'Arte, 2004.
La Galleria dei Carracci in Palazzo Farnese a Roma. Eros, Anteros, Età dell'Oro,
in "BTA - Bollettino Telematico dell'Arte", 22 Gennaio 2004, n. 353
http://www.bta.it/txt/a0/03/bta00353.html. Edizione elettronica che nel 2007 è stata riveduta, corretta, leggermente ampliata, corredata da immagini e stampata dall'editore Gangemi di Roma.
Per Martino Filetico maestro di Francesco Colonna di Palestrina.
La πολυφιλία e il gruppo marmoreo delle Tre Grazie, in: "Storia dell'Arte", n. 102, mag. - ago. 2002 (nuova serie n. 2), pp. 23 - 29.
Per Martino Filetico maestro di Francesco Colonna di Palestrina.
La πολυφιλία e il gruppo marmoreo delle Tre Grazie, in: "BTA - Bollettino Telematico dell'Arte", 25 marzo 2002, n. 294,
http://www.bta.it/txt/a0/02/bta00294.html. Versione elettronica dell'articolo poi stampato nel n. 102 di "Storia dell'Arte"
Strumenti della ricerca storico-artistica dalla tradizione all'innovazione, in L'occhio, la mano e la macchina. Pratiche artistiche dell'Ottocento, a cura di Silvia Bordini, Roma, Lithos, 1999, pp. 153-169.
Per la versione elettronica si veda http://www.bta.it/txt/a0/02/bta00249.html.
Adriano Nardi. L'AntiPop. Comunicazione individuale nella società di massa (cat. Mostra, Roma, Museo Laboratorio di Arte Contemporanea, Università degli Studi di Roma "La Sapienza", 12 novembre - 3 dicembre 1998).
Il mondo virtuale di Giulio Camillo: storia e progetto, in
Il mondo virtuale di Giulio Camillo, a cura di Viviana Normando e Natascia
Moroni, Roma, 1997, pp. 11-12.
Anteprime documentarie polifilesche, in Maurizio Calvesi,
La pugna d'amore in sogno di Francesco Colonna Romano, Roma, Lithos, 1996, pagg. 313-317.
Progetto Mostra Virtuale Interattiva di Luca Patella (10 novembre
1994), in Luca Patella , a cura di Gabriele Peretta, catalogo della
monografica del Museo Laboratorio di Arte Contemporanea dell'Università di Roma"
La Sapienza " , Roma, 1994.
Arte e Letteratura. La civiltà dell'emblema in Emilia nel
Cinquecento, a cura di VERA FORTUNATI, in La pittura in Emilia e in Romagna. Il Cinquecento, Milano,
1994, pp. 102-128.
Variazioni sul tema della fortuna da Enea Silvio Piccolomini a Francesco
Colonna, in "Storia dell'Arte", n. 66, 1989, pagg. 127-142.