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Abstract
Costituiscono
oggetto di studio di questo contributo le
rappresentazioni della selva oscura nelle illustrazioni a stampa dei
primi due volumi di pregio da cui prende inizio il Tour virtuale
Dante
nella Biblioteca Paolo Baffi.
I due volumi, entrambi stampati a Venezia, sono le edizioni della
Comedia
con l'esposizione di Cristoforo Landino (1529, stampata per Iacob
del Burgofranco su istanza di Lucantonio Giunta) e con l'esposizione
di Alessandro Vellutello (1544, stampata per Francesco Marcolini su
istanza dello stesso Vellutello).
Analizzando queste
stampe, per la prima volta ne è stata ricostruita la genesi e sono
stati individuati elementi significativi sul diverso contesto
storico, culturale e politico in cui sono state pubblicate, nella
stessa città, a distanza di 15 anni l'una dall'altra.
Riguardo
l'illustrazione presente nell'edizione del 1529, è stato individuato,
per la prima volta, l'adattamento di una matrice già utilizzata in
una edizione del 1491, impiegando la stessa rappresentazione
dell'episodio dantesco, inserito in una cornice figurata diversa.
Grazie all'identificazione di tutti i soggetti raffigurati nella
stampa dell'edizione del 1529 (comprensiva di episodio e
cornice) e al raffronto con altre stampe, interne ed esterne al
volume, sono emersi contenuti iconografici legati all'ambiente
antimediceo, con il motto stoico «SVSTINE ET ABSTINE», e di natura
economico-editoriale.
Quanto
alla stampa presente nell'edizione del 1544, nonostante
le componenti innovative del libro, su cui si è concentrata la
bibliografia rintracciata, per la prima volta sono stati individuati
e dimostrati anche elementi di continuità con la tradizione della
specifica illustrazione, fatti propri e resi più moderni, in linea
con un mutato atteggiamento culturale strettamente correlato con
l'epoca del pontificato di Paolo III Farnese, a cui Vellutello ha
dedicato il volume, il papa umanista che avrebbe dato inizio al
Concilio di Trento nel 1545.
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