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Abstract
Il
presente contributo si inserisce nel rinnovato quadro degli studi sul
primo soggiorno romano di Michelangelo Buonarroti (1496–1501), che
ha evidenziato la necessità di analizzare la produzione del giovane
artista all'interno della rete di relazioni culturali attiva nella
Roma di fine Quattrocento. In tale contesto, lo studio è incentrato
sulla dispersa tavola raffigurante il San
Francesco che riceve le stigmate,
già esposta nella chiesa di San Pietro in Montorio, trascurata dalla
letteratura critica nonostante le fonti concordino nell'attribuire
a Michelangelo il disegno preparatorio e nel riconoscerle il valore
di prima esperienza pittorica romana dell'artista. L'affidamento
del convento di San Pietro in Montorio nel 1472 da parte di Sisto IV
della Rovere alla Congregazione francescana degli Amadeiti, fondata
da Fra Amadeo de Menes Sylva, suggerisce l'ipotesi che il dipinto
dello stesso soggetto attribuito a Pedro Fernández, legato alla
committenza degli Amadeiti ed ora conservato presso la Galleria
Sabauda a Torino (inv. n. 261), possa essere messo in relazione con
la tavola michelangiolesca. Lo studio intende quindi porre le basi
per riesaminare il coinvolgimento del cardinale Raffaele Riario in
questo episodio di committenza, inteso come parte della sua agenda
curiale, radicata in una continuità culturale e consuetudine
istituzionale della famiglia della Rovere con la tradizione
francescana.
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