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ABSTRACT
La
figura di Luigi Pellegrin (1925–2001) si configura come una delle
più complesse e meno classificabili all'interno del panorama
architettonico del secondo Novecento. Attraverso una produzione che
intreccia progetti costruiti, visioni infrastrutturali e una vasta
attività grafica di carattere onirico, Pellegrin elabora una
concezione dell'architettura come sistema integrato, capace di
connettere ambiente, tecnica e società. Il presente saggio analizza
i principali ambiti della sua ricerca – edilizia scolastica,
infrastrutture, teoria e produzione artistica – mettendoli in
relazione con il dialogo instaurato con alcune figure chiave della
cultura architettonica internazionale e con la ricezione critica
della sua opera. Ne emerge il profilo di un autore che anticipa temi
oggi centrali quali la sostenibilità, la riduzione del consumo di
suolo e la progettazione sistemica.
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