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Anselm Kiefer - Stelle cadenti Bologna, Galleria d'Arte Moderna,
fino al 29 agosto 1999
Guido Faggion
ISSN 1127-4883     BTA - Bollettino Telematico dell'Arte, 11 luglio 2000, n. 182 (9 maggio 1999)
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La Galleria d'Arte Moderna di Bologna presenta, fino al 29 agosto 1999, l'importante retrospettiva intitolata Stelle cadenti dell'artista Anselm Kiefer. Le opere sono state contestualizzate negli spazi dell'importante contenitore museale bolognese dallo stesso artista che, così facendo, ha cercato di attribuire alle stesse una diversa percezione e un diverso significato, in un rapporto di simbiosi che occorre instaurare tra spazio e opera d'arte, non solo per valorizzarli entrambi, ma anche per una proposta sensata e qualificata.

Anselm Kiefer nasce nel 1945 a Donauschingen, nell'estremo sud della Germania, nel cuore della foresta nera. Prima di inserirsi del circuito e mondo dell'arte studia lingua, letterature romanze e giurisprudenza e frequenta l'Accademia di Belle Arti di Karlsruhe mentre, all'Accademia di Düsseldorf, diventa allievo di Joseph Beuys. Dal 1992 vive e lavora a Barjac in Provenza.

Fin dall'inizio vi è stata in Kiefer, una consapevolezza e una necessità di affermazione dell'esserci come artista; questo bisogno, unito alla funzione trascendente dell'arte, ha comportato nell'artista il bisogno e l'assunzione di un profondo senso di sacrificio che si è tradotto in una segreta intimità e in un riscatto che porta a una comunione totale con l'universo.

Per Kiefer l'arte non si deve porre obiettivi salvifici, ma deve svolgere un ruolo che porta alla conoscenza e scoperta della realtà. L'arte si colloca, perciò, tra cielo e terra, tra conosciuto e sconosciuto, tra materiale e immateriale, come una scala che tutto accoglie, che tutto assorbe, che tutto dona a uno sguardo senza pregiudizi o preconcetti, senza attese. La sanità dell'arte dipende dalla sua trascendenza, dall'assenza di giudizi, dalla perdita delle affermazioni e dalla negazione e consapevolezza dell'essere e dell'esser-ci. L'arte rappresenta, modula e trasforma; è la disciplina che permette un distacco attraverso il quale è possibile accettare la realtà e la storia.

Per questo valore dell'arte e della ricerca di Kiefer, la critica internazionale e l'opinione pubblica sono stati, sin dall'inizio, divisi nel vederlo come una figura e personalità discussa e controversa: i suoi riferimenti al passato tedesco e alla mitologia barbarica degli eroi Wagneriani, di Nietsche e alle icone del nazionalsocialismo lo hanno portato ad essere considerato come un artista critico verso gli avvenimenti storici del suo paese o, al contrario, come un artista esteta che avrebbe potuto rinvigorire una giustificata paura verso l'esaltazione del passato e al "revisionismo" dello stesso. Sembra però riduttivo celebrare un così importante artista che riesce a far convivere nelle sue opere una dimensione spirituale e cosmica con una più terrena, legata alla natura e all'uomo. Il confronto sembra essere l'espressione culturale prediletta da Kiefer; nei suoi lavori convivono uomo e natura, arte e storia, mito e leggenda, microcosmo e macrocosmo.

Nei lavori esposti a Bologna, più di trenta e tutti realizzati negli ultimi due anni, si ritrovano gli elementi e le simbologie che contraddistinguono il lavoro e la ricerca di Kiefer: i grandi paesaggi, i girasoli, le sculture di piombo e i libri. Essi rappresentano, probabilmente, il massimo del dialogo continuo tra cielo e terra, tra naturale e spirituale con evidenti richiami all'esoterismo e all'alchimia. A differenza dei precedenti lavori, a Bologna è possibile esplorare un Kiefer che abbandonati gli inquietanti riferimenti al passato e alla storia, si avvicina ad una dimensione più spirituale e cosmica, smettendo di interrogarsi in modo ossessivo sulle problematiche legate alla nazione tedesca. Una nuova dimensione ricca di poesia e di emozioni ha avvolto l'artista! La sua ricerca si sviluppa per mezzo di contaminazioni dei linguaggi, in un modo di assemblare vari elementi espressivi e compositivi, come la fotografia, che liberata dalla funzione documentaria e rappresentativa, assume un significato che va verso una nuova realtà che ha nulla a che fare con quello originario. La fotografia è così aggredita dagli acidi, coperta di sabbia, avvolta nel piombo, negata ai dettagli, violata o protetta per sottolineare una trascendenza dell'arte che assorbe e metabolizza la figura per generare una nuova conoscenza.

In molte opere si possono trovare accostati elementi più disparati che, nell'insieme, raggiungono un senso ed una elevatezza tale da rendere l'opera una complessa sintesi di simboli e di riferimenti; il piombo risulta essere l'elemento prediletto dall'artista che lo utilizza per le sue grandi sculture o come superficie pittorica. Il piombo, per l'artista, è un elemento dalle molteplici simbologie: estremamente pesante ma anche malleabile, protettivo dalle radiazioni ma allo stesso tempo velenoso, tradizionalmente considerato elemento alchemico ed esoterico. È anche il materiale principale delle due opere Horus (1998) e Nachtshatten - L'ombra della notte- (1998), due enormi scaffali contenenti giganteschi libri, anch'essi di piombo, che sembrano essere destinati a perdurare nel tempo; una libreria "congelata" nel piombo e i suoi libri, appesantiti nel loro ruolo, sono i testimoni arcaici della conoscenza.

Per l'artista, la parola-scritta e il segno grafico nelle opere, nei titoli, ma anche nei muri delle sale espositive, assumono una sorprendente carica energetica. Non si tratta di semplici citazioni, di titoli intriganti o di raffinate immagini letterarie, ma di parole-scritte e di segni che recitano l'esatto suono del testo e che trasformano la parola in immagine. Queste parole-scritte e questi segni vanno oltre il testo e il senso narrativo e diventano quasi come formule alchemiche, suggeriscono interpretazioni che proprio nell'attimo in cui vengono lette, pronunciate o recitate, affermano e generano il dubbio ed avvolgono l'opera a completamento delle stessa. La poesia espressa da Kiefer nelle sue opere, sembra ammirare e comprendere mondi lontani, situazioni sconosciute al mondo materiale, facenti parte di quel mondo immateriale che è la parte spirituale e interiore dell'essere umano.

È il girasole, soprattutto, l'elemento che costituisce l'attuale ricerca artistica di Kiefer; utilizzato per intero o disperso e sacrificato dei suoi semi che si diffondono come costellazioni e riempiono le grandi tele, a grumi o a tutto piano come una pioggia che cade e rigenera la natura. Magica e misteriosa pianta, musa ispiratrice di orizzonti più ampi, di una diversa dimensione spaziale e cromatica in cui lo spazio pittorico sembra essere sottomesso a continue pressioni e depressioni. Le opere notturne dedicate alle stelle, con la catalogazione quasi ossessiva dei loro nomi, con la schematizzazione delle costellazioni, con la visionarietà di forme animali, conferma la volontà di affidare all'arte il compito di una conoscenza "altra". In Sternenfall - Stelle cadenti - (1998), una grande tela in cui è rappresentata la volta celeste mediante l'applicazione di innumerevoli semi di girasole, le stelle hanno perso l'iridescenza che le contraddistingue e l'hanno sostituita con una quasi indecifrabile serie di numeri, quasi a catalogarle. Queste stelle precipitano e si abbandonano nel terreno, sono stelle che cadono, che si sacrificano.

Impressionante risultato di tecnica mista nell'opera Von der verlorenen Gerüht die der Glaube nicht' trug erwachen die Trommeln im Fluss - Commosso dalla perdita che la fede non sopportava, si svegliano i tamburi nel fiume- (1998) dove terra, sabbia, mattoni, acrilico, emulsione, gommalacca e metallo uniti a due supporti con vestiti crea questa grande tela raffigurante un gigantesco e misterioso muro di pietra. La tela sembra disfarsi, sgretolarsi, implodere e esplodere assieme all'immenso muro raffigurato da Kiefer come a significare che niente di quanto realizzato dall'uomo si salva dall'inesorabile degrado cosmico al quale è destinato. Al contrario, invece, i libri diventano testimoni eroici di un potere svaporato, reliquie misteriose che si lasciano violare alla crescita scomposta di erbe e fiori. Erbari o di piombo, come in The secret life of the plants (1997) o in 20 Jahre Einsamkeit - 20 anni di solitudine- (1998) o in Naglfar (1998), i libri diventano i forzieri del potere e della parola e i depositari della forza e della verità.



INFORMAZIONI:

Calendario:
dal 27 marzo al 29 Agosto 1999 (italiano e inglese)

Indirizzo:
Galleria d'Arte Moderna - Piazza Costituzione, 3 - Bologna

Catalogo
ANSELM KIEFER - stelle cadenti - a cura di Danilo Eccher, catalogo edito da Allemandi

Informazioni
Telefono 051.502859 telefax 051.371032

Orari:
10-18, festivi e prefestivi 10-19, chiuso il lunedì

Biglietti
intero 8.000; ridotto 4.000

Sito Web:
http://www.galleriadartemoderna.bo.it


Anselm 	Kiefer, 20 Jahre Einsamkeit, 1998 fig. 1
Anselm Kiefer, 20 Jahre Einsamkeit, 1998
Courtesy Galleria d'Arte Moderna,
Bologna & Umberto Allemandi Editore, Torino

Courtesy Galleria d'Arte Moderna,
Bologna & Umberto Allemandi Editore, Torino

 

Anselm 	Kiefer, Naglfar, 1998 fig. 2
Anselm Kiefer, Naglfar, 1998

Courtesy Galleria d'Arte Moderna,
Bologna & Umberto Allemandi Editore, Torino

 

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